I libri più venduti della settimana, 7 novembre 2009

7 Novembre 2009 luiginter 1 commento

Questa la classifica dei libri più venduti della settimana in Italia

I più venduti
1) Brown, Il simbolo perduto (Mondadori).
2) Camilleri, La Rizzagliata (Sellerio)
3) Benni, Pane e tempesta (Feltrinelli)
4) Tabucchi, Il tempo invecchia in fretta (Feltrinelli)
5) King, The Dome (Sperling & Kupfer)
Continua

Il discorso tipico dello schiavo

2 Novembre 2009 capaldi 13 commenti

Qualche settimana fa è uscito il libro Adesso Basta (Chiarelettere), di Simone Perotti. Sottotitolo: “Lasciare il lavoro e cambiare vita”. L’autore ha messo sul suo blog questo video. Che in maniera folgorante, con le parole del regista Silvano Agosti, sintetizza lo spirito del suo ragionamento.

Dove mettiamo i GdL??? L’Ospite Inatteso.

1 Novembre 2009 marinaforlani 6 commenti

Il mio post è “a tesi” ma non tendenzioso.
Sarò felice di cambiare la mia idea, che è questa: le biblioteche pubbliche accolgono e in taluni casi incentivano la creazione e il moltiplicarsi dei GdL, ma hanno problemi di spazi da assegnare ad un fenomeno che non è la lettura solitaria e silenziosa ma non è neppure la conferenza, lo spettacolo, la performance, l’incontro pubblico.

Mancano spazi allocati solo ai GdL. E talvolta GdL diversi amerebbero incontrarsi negli stessi giorni della settimana, negli stessi orari. Cosa ne pensate? Cosa succede nelle biblioteche in cui si riuniscono i Gruppi di Lettura? E’ un problema non avere spazi plurimi e confortevoli solo per i GdL o perlomeno, prioritariamente per i GdL?

Libri novità, 1 novembre 2009

1 Novembre 2009 luiginter Lascia un commento

Fra i libri usciti in questi giorni:

Anna Politkovskaja, Per questo, Adelphi: è una raccolta di articoli scritti tra il 1999 e il 2006 dalla giornalista della Novaja Gazeta, uccisa il 7 ottobre 2006 nell’atrio della sua casa nel centro di Mosca.

Jean Cocteau, La spaccata, Castelvecchi: Inedito in Italia, è il primo romanzo di Cocteau, pubblicato in origine nel 1923; Il titolo allude alla figura finale del cancan.

Jedediah Berry, Manuale di investigazione, Adelphi: un giallo anomalo. Diciotto capitoli per spiegare come il ”perfetto detective” si deve muovere per giungere al fine ultimo e principale della sua missione: accertare la verità e, quindi, assicurare la giustizia il colpevole. Travis Sivart il detective “ufficiale” sparisce e viene sostituito da Charles Unwin, impiegato dell’Agenzia di investigazioni di cui Sivert era la punta di diamante, che si ritrova a dovere raccogliere una eredita’ difficile e pericolosa…
Continua

I libri più venduti della settimana, 30 0ttobre 2009

31 Ottobre 2009 luiginter 2 commenti

I più venduti della settimana:
In assoluto:
1) Camilleri, La Rizzagliata (Sellerio)
2) Tabucchi, Il tempo invecchia in fretta (Feltrinelli) ex aequo Dan Brown, Il simbolo perduto (Mondadori).
3) Pamuk, Il museo dell’innocenza (Einaudi) ex aequo Benni, Pane e tempesta (Feltrinelli).
4) Coelho, Il vincitore e’ solo (Bompiani)
5) Dennis, Zia Mame (Adelphi)
Continua

Gunnar Staalsen, Satelliti della Morte. I gialli del nord (finalmente) anche da Iperborea

31 Ottobre 2009 luiginter 4 commenti

Per chi ancora non lo sapesse, segnalo che Iperborea – la storica casa editrice dedicata alla letteratura dei paesi del Nord Europa – ha inaugurato una collana dedicata al giallo/noir. Si chiama Ombre, e il primo titolo pubblicato è del norvegese Gunnar Staalsen, Satelliti della morte.
Continua

Spartacus e Saviano

Sto seguendo Blunotte – Misteri italiani, il programma di Carlo Lucarelli, puntata sul clan dei Casalesi.

Parla Roberto Saviano (nel video sopra a L’Era glaciale di Daria Bignardi del 25 settembre 2009 _la puntata di Blunotte non è ancora stata caricata su YouTube), racconta la sua storia.

Inizia dal processo Spartacus, e dice che è stato chiamato così perché lì il diritto è la vera rivolta.
Continua

Coriandoli punk

30 Ottobre 2009 pepeneropepebianco 1 commento

2845907All’inizio era il caos…
“Quando nacque il punk, la società borghese pensò che avesse torto su tutto (…)
La musica punk è considerata disgustosa, degradante, orrenda, voyeuristica e nauseante…”.

Eppure grazie ai questi strani gruppi di artisti e sbandati senza ordine alcuno, la società di fine anni ‘70 ammuffita, noiosa e ingessata ha tratto nuova linfa.
Ma il punk non sarebbe stato nulla senza i PIRATI: il loro unico principio è “la libera circolazione delle idee”: “i pirati individuano le aree dove non ci sono opportunità di scelta e pretendono che la scelta venga assicurata. Questa mentalità è indipendente dai formati mediatici e dai modelli di business”.

Sono solo al secondo capitolo di PUNK CAPITALISMO (di Matt Mason – Serie Bianca Feltrinelli, prezzo copertina 18 eu) e non vedo l’ora di andare oltre. Continua

L’ubicazione del bene. E il bene dell’immaginazione

28 Ottobre 2009 capaldi 8 commenti
Edward Hopper - Pennsylvania

Edward Hopper - Pennsylvania

L’ubicazione del bene, di Giorgio Falco (Einaudi) ha suscitato articoli pieni d’entusiasmo. Mi hanno inglosito fino a farmelo comprare. È una raccolta di racconti (meno di 150 pagine) tutti ambientati a Cortesforza, sobborgo (immaginario ma verosimile) di villette a schiera appena fuori da Milano. È un libro che merita di essere letto. Tuttavia ho qualche riserva. Continua

Un peana per le zebre, Alexander McCall Smith

27 Ottobre 2009 giuliaduepuntozero 4 commenti
Giant baobab - foto: Lee Otis, flickr

Giant baobab - foto: Lee Otis, flickr

Ho già parlato di Alexander McCall Smith, a proposito di alcuni titoli del Club dei filosofi dilettanti, serie ambientata a Edimburgo, che vede come protagonista Isabel Dalhousie, filosofa e curiosa della natura umana.

*Un peana per le zebre*, ed. Guanda, fa invece parte dell’altra serie, quella dell’investigatrice privata Precious Ramotswe, titolare dell’agenzia Ladies Detective Agency n° 1. E’ il terzo titolo, dopo *Le lacrime della giraffa* e *Morale e belle ragazze*; li ho trovati tutti molto carini, leggeri e un po’ naive, ma allo stesso tempo molto profondi.
Continua

Ancora su Into the wild: Eddie Vedder e Erri De Luca

24 Ottobre 2009 giuliaduepuntozero 2 commenti

Come scritto, *Into the wild*/*Nelle terre estreme* mi ha molto colpito. Prima il film, poi il libro, e infine la colonna sonora di Eddie Vedder.

Proprio a proposito della colonna sonora del film, ieri il mio ragazzo mi ha mandato il testo di una delle canzoni di Eddie Vedder inclusa nell’album, e quello di una poesia di Erri De Luca. Le somiglianze sono forti…
Continua

“In viaggio su una gamba sola”: le vite slegate (e gli echi pavesiani) di Herta Müller

23 Ottobre 2009 renza 10 commenti

In attesa che Feltrinelli, vincitore a Francoforte della gara sui diritti di traduzione delle opere di Herta Müller, premio Nobel 2009 per la Letteratura, completi la traduzione di tutte le sue opere, si può cominciare la conoscenza di questa scrittrice con i testi già tradotti e presenti o in commercio o nelle biblioteche: Bassure, Editori Riuniti; In viaggio su una gamba sola, Marsilio; e Il paese delle prugne verdi, Keller Editore.

Herta, chi? Hanno titolato anche giornali tedeschi, per sottolineare una scarsa diffusione delle opere della scrittrice, nata in Romania ma di famiglia tedesca e approdata nella Germania ovest nel 1987, come rifugiata politica. Per questo, se non vi fosse stato il Nobel, inatteso e inaspettato come sempre, forse la sua conoscenza sarebbe stata evitata o trascurata.
Continua

Presagio triste e Il coperchio del mare, Banana Yoshimoto

22 Ottobre 2009 giuliaduepuntozero 4 commenti
Mt. Fuji. - foto: skyseeker, flickr

Mt. Fuji. - foto: skyseeker, flickr

Era da tanti anni che non leggevo un libro di Banana Yoshimoto, veramente da secoli. Il Giappone è Paese che mi attira parecchio, ma negli ultimi tempi mi sono limitata a qualche libro di Haruki Murakami, a quelli di Amelie Nothomb ambientati in Giappone, a qualche film.

Invece qualche tempo fa, in una delle mie spedizioni al Libraccio, mi è caduto l’occhio sulla parte di scaffale riservata alla scrittrice giapponese _parecchio rifornita come numero di titoli, fra l’altro_ e sono tornata a casa con *Presagio triste* e *Il coperchio del mare*, entrambi editi da Feltrinelli, come tutti i suoi titoli.

Cavolo, mi mancava proprio.

Continua

Patrick Desbois, “Fucilateli tutti!”

19 Ottobre 2009 xochitl2 33 commenti

Patrick Desbois “Fucilateli tutti ! La prima fase della Shoah raccontata dai testimoni”, Marsilio, pp 290, 2007/2009

Padre Patrick Debois è un sacerdote cattolico che presiede l’associazione, nata nel 2004, Yahad-in unum, L’uno e l’altro insieme: con il nome, parte in ebraico e parte in latino, si vuole sottolineare la volontà di cooperazione tra cattolici ed ebrei.
Oggi, grazie a questo sacerdote francese, esiste un archivio con filmati, foto, testimonianze che mostrano l‘altra faccia della Shoah: tutti conoscono la storia degli ebrei sterminati nei lager, pochi invece la storia dei tanti ebrei uccisi prima in Urss.

Continua…

Del perché Don Chisciotte non ascolta Cassandra

18 Ottobre 2009 theleeshore 2 commenti

Si diceva in questi giorni che donne e uomini hanno modi differenti di leggere. Dai commenti che ho letto, su questo mi sembra si sia tutti d’accordo.

Immaginiamo dunque il lettore tipico di genere maschile come Don Chisciotte:

Insomma, si assorbì tanto in quelle letture che passava le notti, dal principio alla fine, e i giorni, dalla mattina alla sera, a leggere; e così, per effetto del dormir poco e leggere molto, gli si inaridì il cervello al punto che perse il senno.

Don Chisciotte è dunque  il nuovo uomo-lettore moderno. Dismessi i panni di Achille, l’archetipo maschile, l’uomo che tutto può con la forza, si trasforma nella sua parodia, l’anti-eroe per eccellenza.  Vuole ancora conquistare il mondo, ma con la conoscenza. E per questo, legge, legge, legge. Continua…

Nelle terre estreme, Jon Krakauer

17 Ottobre 2009 giuliaduepuntozero 4 commenti
Road to Fairbanks - foto: i♥luv♥cocacola, flickr

Road to Fairbanks - foto: i♥luv♥cocacola, flickr

Qualche settimana fa abbiamo preso in biblioteca il DVD di *Into the wild*. Ero curiosa, ne avevo sentito parlare spesso, e anche su questo blog si è scritto parecchio, ho anche il CD della bellissima colonna sonora di Eddie Vedder, però non ero molto informata sul film, né sul libro da cui è tratto. Iniziamo a guardarlo, sono un po’ perplessa, ma _ammetto_ anche disattenta. Però la storia mi prende, e vince la mia indifferenza iniziale. Soprattutto, si insinuano in me pensieri molto contraddittori fra loro su Chris McCandless, un rapporto di amore/odio, ammirazione/scetticismo.

Il film finisce, bellissimo, mi rimane nel cuore la storia di Chris-Alexander SuperTramp, nonché le immagini dei luoghi che il ragazzo ha attraversato, così vado a cercare il libro di Jon Krakauer, edito da Corbaccio. Bello, bello anche lui, con un respiro più ampio rispetto al film, in cui compare anche la storia dell’autore e quella di altri *personaggi* le cui vicende sono simili a quelle di Chris. Ed è proprio la sua figura, ovviamente, che emerge fortissima dalle pagine, fra l’ammirazione di Krakauer e la sua voglia di riscattarlo. Sì, perché le opinioni su McCandless, come si legge anche dalle lettere ricevute dal giornalista, sono tante e diverse.

Continua

Si parla troppo di silenzio, Aldo Nove

12 Ottobre 2009 giuliaduepuntozero 1 commento

Ovvero un incontro immaginario tra Edward Hopper e Raymond Carver.

Railoroad Sunset, Edward Hopper

Railoroad Sunset, Edward Hopper

Approfitto della imminente apertura della mostra di Edward Hopper _il mio pittore preferito_ a Palazzo Reale a Milano (14 ottobre – 31 gennaio) per parlare di un bellissimo racconto che ho appena avuto il piacere di leggere, che sarà in libreria da mercoledì prossimo, 14 ottobre.

Si chiama _titolo stupendo_ *Si parla troppo di silenzio*, è un racconto di Aldo Nove, edito da Skirà, e il sottotitolo recita proprio: Un incontro immaginario tra Edward Hopper e Raymond Carver.

Come scrive Nove nella finale nota dell’autore, immagina un incontro che sarebbe potuto avvenire nel 1958, quando Edward Hopper e sua moglie Jo andarono in vacanza a Paradise, California, dove viveva un giovane Raymond Carver, non ancora affermato come scrittore.

Incontro che sarebbe potuto avvenire per motivi geografici e temporali, ma che effettivamente non è mai avvenuto. I dialoghi, però, sono reali (presi da lettere, biografie, interviste), così come alcuni episodi narrati e presenti nei racconti di Carver, come l’episodio dei cavalli in *Se hai bisogno chiama*.

Il fulcro del racconto è una giornata di pesca fra Carver e Hopper e lo scambio di vedute sul comune modo di vedere il realismo.

Non aggiungo altro, nell’attesa della pubblicazione del libro, che invito tutti a leggere.

A proposito di realismo, però, cito un paragrafo del libro (pp. 60-61):

“[...] E’ dalla vita reale che si raccolgono le storie. E le storie più incredibili sono quelle quotidiane.”
“Sono d’accordo con te. E’ quasi scandaloso, per chi è in grado di accorgersene: quanta fantasia c’è nel reale, nella vita di tutti i giorni. Si tratta di ritrarla nel modo giusto, di darle forma o parola, ombra o silenzio, luce che immobilizza o buio che sospende”, continua Hopper guardando il cielo.
“Proprio così. Ma c’è un’altra cosa che considero fondamentale. E’ una cosa che chi fa arte deve avere a qualunque costo”, dice Carver.
E continua: “Anche a costo di apparire banale, parlo della capacità di rimanere a bocca aperta davanti a qualcosa, qualsiasi cosa.” [...]

*giuliaduepuntozero

La bella estate, perché va letto (o riletto) Pavese

10 Ottobre 2009 theleeshore 17 commenti

Sarà che quest’estate sembra non finire più o che forse le stagioni non sono più quelle di una volta, sta di fatto che è proprio ora che si torni su quel capolavoro che è La bella estate di Cesare Pavese.

Non so spiegarvi perché mi sia piaciuto così tanto (lettura estiva, ovviamente e perfino in collina, seppur nel Chianti e non sopra Torino). La parola chiave che mi viene in mente è: semplicità. La capacità di saper far parlare i fatti, e le persone, e i luoghi facendoli rivivere per quello che sono.

Ma anche: la capacità di far parlare i fatti, e le persone, e i luoghi, avvolgendoli di una liricità che parla la lingua semplice della natura.

Voglio dire: se leggeste un qualunque libro sotto la luce di una luna piena o in mezzo a un bosco, leggereste le stesse parole? Lasciamo parlare lui, e a voi il giudizio.

L’incipit:

A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e attraversare la strada, per diventare come matte, e tutto era così bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravamo ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, o magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare fino ai prati e fin dietro le colline.

E ancora:

Perché vuoi sprecare l’estate? Non puoi dormire con un occhio solo?

Questa è la frase chiave di tutto il libro.  E infine:

Quando la sveglia suonò, lei non dormiva e pensava a tante cose, nel tepore del letto. Alla prima luce rimpianse che fosse ormai in inverno, e non si potessero più vedere i bei colori del sole.

A volte può sembrare che alla fine dell’estate non ci siano più colori, ma la verità è che c’è sempre un libro per cui valga di dormire con un occhio solo. Buon inizio di autunno a tutti.

Chi muore si rivede, Andrea Fazioli

Pioggia sul lago (foto di mio papà) - foto: halighalie, flickr

Pioggia sul lago di Lugano (foto di mio papà) - foto: halighalie, flickr

La pioggia, di solito, non aiuta a guarire un cuore infranto. Francesca Besson spalancò la finestra immaginando un cielo grigio. Vide un cielo grigio. Sospirò. Si passo una mano sugli occhi e ripensò a Lorenzo. Era stato lui ad annunciarle che tutto era finito, ma lei aveva annuito con espressione saggia, sono d’accordo, aveva detto, sono d’accordo. [...] Uscì sul marciapiede e aprì l’ombrello. Pensò di non guardare il lago: avrebbe soltanto peggiorato le cose. Naturalmente non poté farne a meno e lo sguardo le sfuggì sulla distesa grigia, quasi soffocata dal cielo. Che giornata.

Inizia così *Chi muore si rivede*, primo romanzo di Andrea Fazioli, pubblicato nel 2005 da Armando Dadò, editore svizzero. Eh sì, perché Andrea Fazioli è uno scrittore svizzero, del Canton Ticino, un giallista. Ma ormai dovreste conoscerlo, perché chi legge spesso questo blog ormai saprà che è una mia fissa: ho scoperto per caso il suo secondo libro, *L’uomo senza casa*, il primo pubblicato in Italia, e mi è talmente piaciuto che l’ho votato uno dei libri più belli che ho letto nel 2008; ho fatto e brigato, e sono riuscita a intervistare Andrea; e proprio oggi ho acquistato il suo terzo libro, *Come rapinare una banca svizzera*, che leggerò prossimamente.

Continua…

Herta Müller premio nobel per la letteratura

8 Ottobre 2009 luiginter 19 commenti
 Herta Müller, premio Nobel per la letteratura 2009

Herta Müller, premio Nobel per la letteratura 2009

Anche questa volta i pronostici non sono stati rispettati: il premio nobel per la letteratura è stato assegnato alla scrittrice tedesco/rumena Herta Müller. L’estratto della motivazione dice:

“who, with the concentration of poetry and the frankness of prose, depicts the landscape of the dispossessed”

E’ nata nel 1953 a Nitzkydorf, in Romania (nel Banato, una regione abitata da popolazioni tedesche e passata sotto ilcontrollo rumeno dopo la seconda guerra mondiale).

In Italia, l’unico titolo di Herta Müller che mi risulta in catalogo è: Il paese delle prugne verdi, dell’editore Keller. Müller quest’anno era presente al Festival della letteratura di Mantova.

Info dal sito del Nobel. Su Scritturaimmanente una breve biografia e l’elenco delle opere.

Sul sito dell’editore Keller una rassegna stampa su Herta Müller.

Qualcuno l’ha vista a Mantova? Qualcuno ha letto qualcosa di suo?

UPDATE: ieri sera (cioè giovedì 8 ottobre) ero in biblioteca a Cologno Monzese dove già hanno allestito una bacheca dedicata Herta Müller.  Si trovano tre dei suoi libri (credo gli unici tradotti in italiano, come già alcuni lettori di questo blog hanno notato nei commenti):
- il già citato, Il paese delle prugne verdi, Keller
- Bassure, Editori Riuniti, 1987
- In viaggio su una gamba sola, Marsilio, 1992.
Questi ultimi due sono fuori cataolgo quindi per leggerli il modo migliore (forse l’unico) è andare in biblioteca.

Premio nobel: facciamo una scommessa?

6 Ottobre 2009 luiginter 11 commenti

Il nobel per la letteratura a Amos Oz? O a Joyce Carol Oates?
Giovedì 8 ottobre alle 12 verrà annunciato il vincitore: le previsioni si sprecano; e anche le scommesse, pare.
Panorama.it riporta le quote dei bookmaker inglesi di Ladbrokes, e fa qualche congettura. Altre congetture sul New Yorker.

Non sapevo che Joyce Carol Oates venisse considerata fra i massimi favoriti (5/1) preceduta solo da Amos Oz (4/1). Ci sono anche Claudio Magris  e Antonio Tabucchi (9/1).

Immancabile tra i favoriti Philip Roth (7/1): ma si sa, negli anni scorsi essere fra i favoriti non gli ha portato fortuna.

giuliaduepuntozero tempera la matita! In caso di vittoria di Joyce Carol Oates, ti spetta (e ti tocca) scriverci un bel ritratto della tua amata scrittrice. :)

Si può seguire l’annuncio in diretta anche sul canale dei nobel prize su youtube.

Il quinto giorno, Frank Schätzing

Kuroshio Sea - 2nd largest aquarium tank in the world - foto: jonrawlinson, flickr

Kuroshio Sea - 2nd largest aquarium tank in the world - foto: jonrawlinson, flickr

Innanzitutto, un avvertimento: se siete facilmente suggestionabili, come me, non leggete questo libro prima di una vacanza al mare. Io ho fatto questo errore questa estate in Liguria, cedendo alle pressioni del mio ragazzo che mi consigliava questo libro da anni, e già dopo qualche decina di pagine mi è venuto il terrore di addentrarmi in acqua, temendo l’attacco di pesci, balene, alghe, granchi, vermicelli marini.

Il romanzo ha riscosso un grande successo grazie al passaparola, alla sua uscita, nel 2004, e non stento a crederlo. Pur superando le mille pagine, si legge tutto d’un fiato, nonostante il tema di fondo non sia neanche così leggero.

*Il quinto giorno*, ed. Nord, è infatti un fanta-thriller ambientalistico, dove si immagina che in un futuro molto vicino la natura _il mare_ si ribelli all’uomo, seminando morte e distruzione.

Il bello (?) è che il romanzo non potrebbe essere più attuale di così, e, complice una descrizione dettagliatissima dei particolari più scientifici, si finisce per perdersi e non capire più dove finisca la realtà e dove incominci la finzione.

Ma c’è anche la speranza. Emergono i primi segni di un cambiamento di mentalità nel concepire il nostro ruolo sul pianeta Terra. Molti cercano di comprendere la varietà biologica per capire i veri principi unificatori. In ultima analisi, è un processo che abbatte ogni gerarchia. L’uomo si è già chiesto quali effetti avrà sulla psiche dei suoi discendenti ereditare un mondo impoverito. Chi è in grado di decidere quale valore può avere una specie animale per lo spirito umano? Vorremmo boschi, barriere coralline e mari pescosi, aria pulita, fiumi e laghi limpidi. Se continuiamo a danneggiare la Terra e ad annientarne la verità, distruggiamo una complessità che non comprendiamo e che non saremo mai in grado di sostituire. Le cose che distruggiamo rimangono distrutte. Chi vuole decidere a quale parte della natura possiamo rinunciare?

*giuliaduepuntozero

Leggere

3 Ottobre 2009 luiginter 3 commenti
Leggere (supermarketsong/flickr)

Leggere, Parigi (foto di supermarketsong/flickr)